Breve estratto da "La maledizione della regina"!

Ciaoooo!

Oggi vi regalo un breve estratto dal capitolo 9 del mio urban fantasy

LA MALEDIZIONE DELLA REGINA

I Guardiani delle anime


Buona lettura!




Un secondo lampo, ancora più potente, lo costrinse a rivolgere l’attenzione verso un punto preciso del cortile. E, finalmente, la vide.
Katia Chernikova, la ragazza Punk della scuola, era circondata da un’incredibile aura di energia dorata e stava puntando lo sguardo, stravolto, proprio nella sua direzione.
Brandon impallidì e iniziò a sudare freddo.
Non poteva trattarsi di lei, no!
Non la ragazza Punk dell’istituto, la svitata, come la chiamavano quasi tutti gli studenti, che non aveva praticamente stretto amicizia con nessuno e che trascorreva gran parte del tempo della pausa mattutina in un angolo del cortile, a mordersi nervosamente le unghie e a osservare con disprezzo gli altri studenti.
Brandon la osservò a lungo, incredulo.
Come sempre, vestiva con pantaloni attillati, anfibi e un giubbetto di pelle, tutti rigorosamente neri. I lunghi capelli biondi, con le punte rosse, erano lasciati sciolti sulle spalle, diritti come sottilissimi spaghetti. Ricordava, inoltre, che Katia portava sempre le unghie laccate di nero e aveva le orecchie ricolme di piccoli orecchini di vario colore, mentre un minuto piercing zirconato faceva bella mostra di sé sul lato destro del naso.
Brandon indietreggiò di un passo e scosse la testa. Katia era indubbiamente carina, ma si trattava della svitata, della ragazza che nessuno osava avvicinare, anche per i suoi modi bruschi e per quegli occhi blu che sembravano disprezzare tutto e tutti.
No, no, no! Non era lei, non poteva trattarsi di lei, doveva esserci un errore, un enorme sbaglio!
Brandon la fissò in viso. Era pallida e terrorizzata.
A quel punto, capì che anche lei stava indubbiamente vedendo un’aura attorno a quel ragazzo insignificante dai capelli rossi, un’energia che nessun altro poteva percepire e che le fece cadere a terra il mozzicone di sigaretta.
La svitata, scuotendo la testa, lo schiacciò con un rapido movimento dell’anfibio destro, quindi spalancò ancora di più i suoi grandi occhi dello stesso colore del cielo al crepuscolo.
Brandon, lentamente, molto lentamente, le si stava avvicinando.
Katia aveva aumentato la sua aura e lui sentiva che qualcosa, forse una forza potente e misteriosa, lo stava spingendo verso quella ragazza insolita e bizzarra.
Katia tentò di indietreggiare, ma dietro di lei vi era la parete della scuola. Vi si appoggiò, ansimando.
Brandon, ormai, si trovava a un metro dalla svitata e le sorrideva. Si sentiva pervaso da un’energia incredibile, piena e frastornante.
La fissò per qualche istante. Era indubbiamente carina, sotto il chilo di fondotinta col quale aveva ricoperto il viso dai lineamenti dolci e regolari.
È una maschera. Solo una maschera per proteggersi dagli altri e dalle cattiverie del mondo.
Le porse una mano e la sua aura si fuse con quella di Katia, provocando un’unica ondata di energia dorata, che li avviluppò entrambi.
Brandon si sentì svenire, mentre le viscere gli si contorcevano al ritmo di un valzer sfrenato. Si piegò in due, mantenendo comunque il contatto con Katia, tramite la stretta alla sua mano, e gridò. Il suo corpo era scosso da fremiti e bruciava, avvolto dalla sua stessa energia, in un rogo possente che gli stava devastando la carne.
Riuscì a lanciare un rapido sguardo a Katia. Anche lei era piegata in due e urlava. I suoi lunghi capelli erano ritti sopra la testa e avvolti da quelle che sembravano vere fiamme.
Caddero entrambi a terra e Brandon, d’istinto, la strinse a sé. Sentiva voci ovattate giungere da lontano, come se lui fosse lo spettatore di un film ascoltato a volume basso. E percepiva lo scalpiccio e i movimenti di chi, molto probabilmente, si stava prodigando per aiutarli.
Il suo viso, ora, distava pochi centimetri da quello di Katia.
Brandon ancora urlava, ma quando i suoi occhi incontrarono quelli della svitata, il dolore irruppe ancora più devastante. Partiva dal cuore, andato completamente in fiamme, e lo percuoteva in ogni angolo di un corpo che non voleva proprio saperne di soccombere alla sofferenza.
Katia spalancò i suoi grandi occhi blu, continuando a urlare come una pazza.
Brandon sentì su di sé mani che cercavano di allontanarlo da lei, nell’inutile tentativo di aiutarlo. Ma resistette. La sua forza, in quell’istante, era pari alla sofferenza che lo stava devastando. E, poi, capì. Ogni singolo tassello di quello strano puzzle trovò il suo esatto collocamento, ogni dettaglio, ogni ricordo…
Il suo Spirito Antico era riaffiorato, forte e vigoroso. E ora lui guardava la sua amata con occhi dolci, leggeri, mentre la sofferenza si dissipava lentamente.
Alla fine, restarono solo l’immenso amore che da sempre nutriva per lei e la consapevolezza di non averla mai perduta veramente.
Anche Katia aveva capito o, per meglio dire, la Regina aveva ritrovato se stessa.
Si abbracciarono e i suoni delle persone attorno a loro, che cercavano di aiutarli, non furono altro che una nota stonata in una sinfonia perfetta.




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