martedì 12 ottobre 2021

ECCOLO ON LINE IL MIO NUOVO ROMANZO STORICO!

 Buon martedì!🥰🥰🥰🎩  

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a 0,99 per qualche ora!!!!👈
 
 
Esce oggi per Dri Editore il mio nuovo romanzo storico! 
 
Vi auguro una buona lettura e vi abbraccio forte! Sono emozionata e davvero felice di donarvi il mio nuovo cucciolo!
 
😍 GRAZIE di 😍😍 a tutto il favoloso team Dri Editore, che ha fatto un lavoro immenso e magnifico, alle bloggers, alle Beta e naturalmente a voi lettrici/lettori che mi seguite sempre con passione e attenzione! 
 
 
 
 TRAMA:
 
 
 🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩 
 
 
Una debuttante maldestra. Un duca con un passato difficile. Un matrimonio… inevitabile. Londra. 1811. Quando Violet Taylor si allontana da sola, durante il primo ballo della Stagione, è convinta di conquistare un po’ di libertà. Non si aspetta certo di trovare un marito. Lord William Harris, dal canto suo, invece di ballare con le debuttanti che lo venerano, si ritrova a seguire una sconosciuta dai capelli rossi che si incastra con il vestito nel passaggio segreto del suo studio. Quando la madre della giovane e il maggiordomo li scoprono insieme, da soli, il loro destino è segnato: devono convolare a nozze. Al più presto. Ma non così in fretta. Il visconte Benjamin Stark ha un solo obiettivo: portare via a William ciò che ha di più prezioso al mondo. Ancora una volta. 
 
🤍 LA SCELTA DEL DUCA 🤍 di M.P. Black
 

 

sabato 9 ottobre 2021

IL MIO NUOVO ROMANZO - LA SCELTA DEL DUCA

 Buongiorno!

Manco da tanto nel mio blog, ma l'assenza è dovuta principalmente al grande lavoro che ho fatto in questi ultimi mesi, per terminare la scrittura del mio ultimo romanzo.

Ho voluto estraniarmi da una serie di impegni, per concentrarmi al massimo sulla buona riuscita di un romanzo che amo particolarmente e che spero davvero, con tutto il cuore, possa regalarvi le emozioni che ha regalato a me, mentre lo scrivevo.

Così, è con gioia, orgoglio e immenso piacere che vi presento la trama e la cover di:
 
 LA SCELTA DEL DUCA

 
 che uscirà per Dri Editore martedì 12 ottobre al prezzo di lancio di 0,99 e, naturalmente, per Kindleunlimited!♥️♥️♥️♥️

 
Una debuttante maldestra.
Un duca con un passato difficile.
Un matrimonio… inevitabile.
Londra. 1811.
Quando Violet Taylor si allontana da sola, durante il primo ballo della Stagione, è convinta di conquistare un po’ di libertà. Non si aspetta certo di trovare un marito.
Lord William Harris, dal canto suo, invece di ballare con le debuttanti che lo venerano, si ritrova a seguire una sconosciuta dai capelli rossi che si incastra con il vestito nel passaggio segreto del suo studio.
Quando la madre della giovane e il maggiordomo li scoprono insieme, da soli, il loro destino è segnato: devono convolare a nozze. Al più presto.
Ma non così in fretta.
Il visconte Benjamin Stark ha un solo obiettivo: portare via a William ciò che ha di più prezioso al mondo.
Ancora una volta.
🤍 
 

 

lunedì 2 agosto 2021

PAROLA DI LIBERTINO IN OFFERTA!

 Ciao amici e amiche!


Vi avviso che il mio romanzo


PAROLA DI LIBERTINO

Dri Editore

lo trovate in offerta su Amazon a 1,50!

Quindi, se non lo avete ancora letto....

BUONA SETTIMANA!


CLICCA QUI

 


Un libertino intrappolato.
Una misteriosa vedova nera.
La più pericolosa delle unioni.


Londra, 1899

Cedric Wilson ama le donne. Tutte le donne. Ricco e affascinante, non ha alcuna intenzione di legarsi a una sola per il resto della sua vita. Peccato che suo padre abbia altri progetti per lui.
Alice Brooks è conosciuta come la dama dal velo nero. Da anni cela il suo volto e, forse, il più terribile dei segreti. In realtà la sua colpevolezza è irrilevante, perché la società l’ha già condannata ed emarginata.
La sua unica possibilità di riscatto?
Un nuovo marito. Qualcuno che non tema la morte, certo… oppure un uomo in cerca di vendetta.
Cedric propone un patto molto conveniente alla giovane vedova. Ma quanto può valere la parola di un libertino?

domenica 18 luglio 2021

SEGNALAZIONE LETTERARIA: LA NOTTE DELLE FALENE DI RICCARDO BRUNI

 Ciaoooo!

 

Rieccomi con la segnalazione di un thriller che ho divorato (letto in un giorno), dell'autore Riccardo Bruni.

Ve ne consiglio assolutamente la lettura! Il romanzo è disponibile anche per Amazon Prime.

 

 
 
 
 

Alice è stata uccisa in una mite notte d’estate. Il suo corpo giaceva nel bosco, a pochi passi dalla casa del suo molestatore. Per lui non c’è stato scampo: quella stessa notte l’ha raggiunto, impietosa, la vendetta del padre della ragazza.

Dieci anni sono andati e quella notte è ancora avvolta nelle tenebre: Alice vuole raccontare la sua storia, la sua vita e soprattutto la sua morte. Enrico, il fidanzato di allora, ritorna dopo tanto tempo sui luoghi di quell’immenso dolore. Non si aspetta di dover affrontare quel passato che aveva provato a cancellare, quelle persone che aveva voluto dimenticare.

Sotto lo sguardo sognante e dolce di Alice, gli amici di un tempo saranno riportati a quella notte, quando quel mondo di giovinezza e di luce si è spento, cadendo nel buio di una violenza ancora tutta da chiarire.

 

 

venerdì 28 maggio 2021

Tutto il primo capitolo di "Parola di libertino"

 Ciao, oggi ho deciso di farvi un regalo, pubblicando l'intero primo capitolo del mio ultimo romanzo storico:

"PAROLA DI LIBERTINO"

Dri Editore

che trovate disponibile su Amazon in ebook, cartaceo e anche per Kindleunlimited!

Eccolo qui, insieme al link per scaricare il romanzo.

BUONA LETTURA E UN ABBRACCIO IMMENSO!

 

p.s. e grazie di cuore a chi lo ha già letto e a chi lo farà!

 

 CLICCA QUI PER LEGGERE IL ROMANZO

 


 

 

Londra, 1893

 

Cedric percorse con un dito la curva del seno della ragazza che giaceva completamente nuda al suo fianco, immersa in un confortante sonno ristoratore.

Dormiva supina, le braccia appoggiate sul ventre a sfiorare il monte di Venere.

Nelle ultime settimane Cedric aveva dato sfogo alle proprie necessità solo con la bella Lizzie, nella più elegante e conosciuta Casa dei Piaceri di Londra, aperta da Madame Marie Dubois.

Quasi ogni notte lasciava la sua residenza, nello sfarzoso quartiere di Chelsea dove abitava con il padre, per trascorrere con lei ore di puro piacere.

La ragazza, di poche parole, preferiva agire più che perdersi in discorsi nei quali, probabilmente, non era affatto di mestiere.

E a lui andava bene così, giacché il suo unico scopo era quello di soddisfare i propri desideri e di sfogarsi in libertà delle pene giornaliere, trovando pieno appoggio in quella creatura tanto bella quanto taciturna.

Lizzie sospirò nel sonno, alzando un braccio per poggiarlo in alto sul cuscino, sopra la testa, e lui la fissò in estasi, affascinato dalla linea formosa del seno, dai morbidi fianchi generosi e dalle labbra rosse e piene, che non avrebbe mai voluto smettere di baciare.

Con un indice iniziò a disegnare un cerchio attorno al seno destro, in attesa che il capezzolo si irrigidisse.

Dapprima notò la pelle della ragazza riempirsi di brividi, nel punto in cui la stava toccando, e poco dopo lei mormorò qualcosa di incomprensibile, continuando comunque a tenere gli occhi ben serrati.

La sua reazione non fu quella che Cedric si aspettava, così prese a stuzzicare il capezzolo afferrandolo con due dita, per sollevarlo verso l’alto e riabbassarlo.

Lizzie si morse un labbro, sbarrando all’improvviso gli occhi, per voltare poi il viso dalla sua parte.

«Buongiorno» sussurrò, accennando un lieve sorriso, mentre le sue guance diventavano paonazze.

«Ben svegliata, mia cara» rispose Cedric, con le labbra sulle sue. «Siete abbastanza in forze per accogliermi ancora, o devo rassegnarmi all’inizio di una nuova e tediosa giornata?»

«Uhm… sono sempre in forze per voi…»

Si interruppe, passandosi la lingua sulle labbra, ormai appoggiate a quelle di Cedric.

Lui, sospirando, le afferrò una mano per condurla gentilmente alla sua mascolinità, già ben rigida.

Lizzie afferrò il membro del suo amante e gli dedicò carezze particolari, sentendolo sempre più turgido e pronto a offrirsi a lei.

Cedric sospirò e si impossessò delle labbra mordendole in più punti, prima di affondare la lingua nella bocca della ragazza e iniziare con la sua una danza appassionata.

«Piccolo demone» mormorò, salendole sopra.

Lizzie fu così costretta a lasciare la presa.

Socchiuse gli occhi e affondò la testa nel cuscino, reclinandola leggermente all’indietro.

E urlò, quando Cedric la prese con voluttà, entrando quasi con rabbia dentro di lei, per poi ritornare indietro e di nuovo avanti, con movimenti sempre più rapidi e selvaggi.

Lizzie gli afferrò le natiche, stringendole.

«Siete così bello, mio signore, e così… sodo e duro e forte.»

Lui emise un verso gutturale e diede una spinta ancora più potente, che per poco non la fece sbattere contro la testiera di legno del letto.

«E voi così morbida e calda.»

Le sue parole, pronunciate con voce arrochita dalla passione, si perdettero sulle labbra della ragazza, già gonfie dei suoi baci e morsi.

«Ma oggi desidero sentirvi gridare» annunciò lui, fermandosi all’improvviso «Voglio che diate la sveglia a questa casa ancora sonnecchiante.»

Affondò la lingua nella sua bocca e riprese a muoversi senza alcuna fretta.

Lizzie, sempre a occhi chiusi, afferrò con entrambe le mani i lembi delle lenzuola rosse di raso e inarcò la schiena.

E quello fu il segnale per Cedric.

Lei era pronta.

Così si bloccò e uscì in fretta dal suo corpo caldo e accogliente, mentre la ragazza apriva gli occhi e sollevava la testa per riuscire a guardarlo e a capire quali fossero le sue intenzioni.

L’accolse un sorriso malizioso dipinto sul volto, dai tratti gentili, dell’affascinante Cedric Wilson.

«Oh, mio Dio! Sì, fatelo!»

Lui sorrise con aria beffarda, quindi si mise in ginocchio, sistemò le gambe dell’amante sulle sue spalle e portò le labbra all’altezza del punto che più bramava.

«Vi prego!» lo implorò lei, annaspando quasi in cerca d’aria.

Quando la lingua di Cedric iniziò il suo lavoro, Lizzie affondò le dita tra i capelli scuri del ragazzo, afferrandone saldamente alcune ciocche arricciate.

E quando il piacere esplose furioso, si lasciò andare a grida e singulti di piacere.

Cedric non perse tempo.

Si sollevò, si adagiò sopra di lei e la riprese con fretta e bramosia, desideroso di dare via libera al proprio piacere.

Sprofondò il viso tra i capelli scuri di Lizzie e si lasciò andare, smanioso di raggiungere l’apice.

Un anno prima, lei lo aveva accolto avvolta in un lungo abito color lavanda dall’ampia scollatura bordata di pizzo.

Ringraziando con un cenno rapido del capo Madame Dubois, Cedric si era recato con Lizzie al piano superiore, desideroso di spogliarla e di baciarle il seno florido.

E così fece ancora in quel preciso istante, ridestandosi dagli appassionanti ricordi, mentre lei gli accarezzava i capelli.

«Siete un demone» mormorò la ragazza, pronunciando le parole in un soffio, quasi timorosa di interrompere quel momento dolce e delicato.

«E voi una dea. Non sono mai sazio del vostro corpo. Mi farete impazzire.»

Lei emise una risata sibillina, poi gli afferrò il viso per obbligarlo a guardarla.

«Uhm… staccarmi dal vostro bel seno, che fatica» sussurrò Cedric, lasciandola comunque fare.

«Nessun uomo mi ha mai trattata con il rispetto che voi mi usate. Inoltre…»

Lui portò il viso alla sua altezza, fissandola nei grandi occhi scuri.

«Suvvia, ditelo!»

«Cosa?»

Lizzie aggrottò le sopracciglia, guardandolo con espressione stranita.

«Non riesco proprio a capire cosa vogliate che io dica.»

«Bugiarda.»

«Uhm… e voi siete troppo… troppo...»

Lizzie si bloccò, facendo una strana smorfia con il naso.

Cedric vi depositò un bacio sulla punta, poi cercò ancora il suo sguardo, impaziente di avere la risposta.

«Ebbene?»

«Un attimo! Fatico a trovare la parola giusta!»

Cedric le riservò un sorriso malizioso, quindi infilò due dita dentro di lei, muovendole energicamente, quasi volesse aiutarla a raggiungere, infine, la risposta tanto sospirata.

Lizzie gemette, poi emise un gridolino.

«Ecco, ci sono! Focoso!»

Lui scoppiò a ridere e si impossessò ancora una volta delle sue labbra, per succhiarle con avidità.

Soddisfatto della parola che Lizzie era riuscita a trovare per caratterizzarlo, non si aspettava sicuramente che lei, qualche istante dopo, spostasse il viso di lato, per allontanarsi dalle sue labbra.

«E ora?» chiese seccato.

Lizzie, sorridendo, gli poggiò le mani sulle spalle, con l’intento di spingerlo via da sé.

«Ma non avete visto che la luce è ormai alta? Filtra con forza dalle fessure delle imposte.»

Cedric si voltò verso le finestre e imprecò.

«Dannazione!»

Sbuffò e si abbandonò sul letto a pancia in su, passandosi le mani sul viso.

«Resterò qui ancora per qualche attimo, a riprendere fiato. L’idea di lasciarvi non mi alletta.»

Lizzie emise uno strano verso, che poteva sembrare uno squittio di topo o una semplice risata, quindi scattò in piedi per dirigersi verso un angolo della camera.

Cedric, in estasi, si mise a sedere sul letto, guardandola avvicinarsi al mobiletto di legno scuro, che reggeva una brocca e una bacinella di porcellana, entrambe bianche.

La osservò versare l’acqua nella bacinella e fissare con attenzione alcune boccette trasparenti, sistemate in un cesto di vimini posto lì accanto.

La vide sceglierne infine una e gettarvi il contenuto nel liquido trasparente.

Accarezzando con voluttà le linee morbide del corpo, seguì ogni suo movimento e dovette trattenersi dal raggiungerla per possederla di nuovo, quando lei sollevò una gamba e iniziò a detergere le parti intime.

Spostando lo sguardo ancora una volta verso le finestre, e imprecando contro la luce del sole che nell’ultimo periodo cancellava troppo in fretta il tanto atteso e amichevole buio della notte, con uno scatto rapido balzò giù dal letto.

Era conscio del fatto che sarebbe arrivato al lavoro con qualche minuto in ritardo e che il padre gli avrebbe fatto una ramanzina.

Come al solito, d’altronde.

Ma sapeva anche che Arthur Wilson lo avrebbe perdonato in fretta, scuotendo la testa e bofonchiando le usuali parole di circostanza, che andavano da: “Quel ragazzo non cambierà mai” a “morirò di crepacuore, se continuerà a comportarsi in modi tanto disdicevoli”. Parole che il padre dimenticava comunque in fretta, offrendo al figlio sempre nuove occasioni per riscattarsi.

«Avete un funerale, oggi?» chiese Lizzie, afferrando un panno bianco per asciugarsi tra le cosce.

«Sì. I clienti sono amici di mio padre.»

Cedric non aggiunse altro mentre si chinava per raccogliere gli abiti sparpagliati sul pavimento di legno scuro.

Si infilò prima una braga e poi l’altra.

E perse l’equilibrio, andando a sbattere contro una colonnina che reggeva il baldacchino del letto.

«Santa miseria! Fate attenzione!» urlò Lizzie, gettando il panno a terra, per raggiungerlo in fretta.

«Siete ferito in qualche punto?» chiese, osservando il suo addome piatto e muscoloso, che non riportava però nessuna abrasione.

«Solo nell’orgoglio» rispose Cedric sbuffando, mentre lei lo aiutava a indossare la camicia bianca.

Fu poi la volta della giacca nera, come i pantaloni, e degli stivali.

«Il cappotto!» gridò ancora la ragazza, mentre Cedric afferrava il cappello e lo poggiava sulla marea di riccioli castani che gli contornavano il viso dalla pelle chiara, costellato da una buona quantità di efelidi.

«Uhm… siete incantevole» aggiunse lui, prima di afferrare Lizzie per un braccio per attirarla a sé.

Le posò le mani sulle natiche morbide, baciandola con voluttà.

Lei lo lasciò fare per qualche istante, poi gli puntellò le mani sul petto, allontanandolo.

«E ora andate!»

Cedric imprecò ancora e raggiunse la porta, ma le parole di Lizzie lo bloccarono prima che potesse anche solo pensare di aprirla.

«Quando ritornerete da me?» chiese, con la voce che le tremava.

Cedric si volse a guardarla e le sorrise.

La squadrò da cima a piedi, soffermando lo sguardo, più del dovuto, sul seno.

«Siete così desiderabile» sussurrò. «Vi prenderei ancora e ancora, senza limiti, ma…»

«Il lavoro vi aspetta» concluse per lui Lizzie, ricambiando il sorriso.

Cedric afferrò il pomello della porta, poi si voltò a guardarla ancora una volta.

«Ritornerò presto. Non temete.»

Senza darle tempo di aggiungere altro, chiuse la porta dietro di sé e scese le scale con una certa fretta, mentre indossava il lungo cappotto in lana grigia.

Scivolò rapido tra i tre salottini e la sala da pranzo, che ospitava già alcune ragazze intente a fare colazione in camicia da notte e vestaglia, che gli lanciarono sguardi interessati e divertiti.

Era in procinto di chiedere dove si trovasse la maîtresse, quando la vide fare la sua entrata nella stanza, già abbigliata con un lungo e sfarzoso abito verde brillante e con i capelli castani raccolti sulla nuca in una miriade di boccoli.

«Buongiorno, Madame» la salutò, sfoderando uno dei suoi sorrisi più affascinanti.

«Buongiorno a voi, Mr Wilson.»

Marie Dubois, ammiccando, lo prese sottobraccio e lo condusse con una certa urgenza fino a uno dei salottini.

Cedric si guardò attorno, pensando che quello era indubbiamente il suo preferito, arredato con mobilio scuro e dettagli che andavano dal blu all’azzurro.

Era proprio lì che aveva conosciuto Lizzie e lì che aveva beneficiato dei baci di una delle ospiti, la prima volta che aveva messo piede nella casa.

Marie gli si avvicinò, afferrandolo per il colletto del cappotto.

Sfiorò le labbra con le sue, spalancando gli occhi azzurri.

Cedric sentì il suo arnese, laggiù in fondo, pulsare nuovamente.

La maîtresse era una donna affascinante, anche se non più giovanissima, con un corpo magro ma riempito nei punti giusti e tratti del viso che erano ancora interessanti.

«Vi voglio nel mio letto, questa notte. E per il prossimo incontro con Lizzie non dovrete pagare nulla. Inoltre, vi consentirò di farmi quella cosina che…»

Marie si interruppe, parlandogli nell’orecchio per sussurrargli le sue intenzioni.

Il sorriso di Cedric si allargò all’idea di quell’incontro allettante. Ma fu costretto a contenere la lussuria, perché il dovere lo stava chiamando, e a voce ben alta.

Così afferrò il viso di Madame Dubois e impresse sulle sue labbra un bacio voluttuoso.

Quando si staccò da lei, le passò un dito sulle labbra, puntando gli occhi nei suoi appena socchiusi.

Marie sospirò, sollevò gli angoli della bocca e lo allontanò con dolcezza ma determinazione.

«Andate, ora. Vi aspetto dunque questa notte, a tenebre avanzate.»

Si interruppe per fissarlo con malizia.

Poi si scostò da lui, permettendogli di uscire dal salottino.

Cedric la salutò con un rapido cenno del capo, sperando di riacquistare subito il controllo delle proprie pulsioni.

Uscì in fretta e furia dalla casa, con il cappello abbassato sulla fronte e gli occhi a fissare il selciato, in attesa della carrozza che Henry, uno dei garzoni del bordello, si era premurato di chiamare per ricondurre a Chelsea il ricco e prezioso cliente.

 


 


venerdì 7 maggio 2021

SEGNALAZIONE LETTERARIA: LA ROVINA DI MR WRIGHT

 Ciao e buon venerdì!

Ritorno con una magnifica segnalazione letteraria, l'ultimo romanzo della collana "Historical romance" della casa editrice Dri Editore, scritto dalla bravissima Violet Green:

 

LA ROVINA DI MISTER WRIGHT



clicca qui per leggere il romanzo

TRAMA:

Una giovane donna in cerca di vendetta.
Un uomo affascinante pronto a tutto pur di averla.
Un matrimonio da tenere segreto.


Londra, 1814.

La Stagione è per tutti il periodo migliore per trovare marito, ma per Flavie Montfort è un’occasione di rivalsa contro l’uomo che ha causato la rovina della propria famiglia.
Lancelot Wright è ammaliato dalla parigina appena arrivata in città. Sta cercando moglie e lei sarebbe la candidata perfetta, se non fosse per un piccolo, insignificante dettaglio: lui non sembra proprio andarle a genio.
Tuttavia, non si tratta di semplice antipatia: Flavie lo detesta a tal punto che, pur di distruggerlo, acconsente perfino a sposarlo.

Lui è convinto di poterla conquistare.

Lei spera solo di trovare le prove per dimostrare al mondo la sua vera natura.

Così, tra attrazione e desiderio di vendetta, il matrimonio si rivela una vera scommessa: chi dei due si arrenderà per primo?


Violet Green ci regala un viaggio imperdibile attraverso le bellissime atmosfere regency. Tra balli, segreti e vestiti da sogno, non potete perdervi la Stagione londinese.

martedì 6 aprile 2021

Estratto "Hot" da: Parola di Libertino

 Ciao!

ritorno dopo un po' di tempo per postare un estratto "hot" da "Parola di libertino", il mio ultimo romanzo storico per Dri Editore.

Non sono sparita, ma sto scrivendo un altro romanzo, questa volta si tratta di un romance ambientato nel periodo regency, che andrò a pubblicare sempre con Dri Editore.

Ma di questo vi parlerò più avanti...!!!!!!!

Nel frattempo... eccovi qui l'estratto!

 CLICCA QUI PER LEGGERE IL ROMANZO


 

Cedric la prese con dolcezza, come le aveva promesso, ma quando la vide chiudere gli occhi, mordersi le labbra e inclinare la testa all’indietro, decise di osare di più.

Aumentò sia il movimento che le spinte, che divennero man mano più audaci, per arrivare ad affondare dentro di lei con bramosia, tanto che Alice si trovò presto a sfiorare con il capo la testiera del letto.

Si coprì la bocca, tentando di soffocare un grido di piacere.

Cedric le afferrò le mani e le portò in alto, appoggiandole alla testiera.

Le labbra si posarono avide sulla sua bocca, mentre il membro si muoveva furioso dentro di lei. E quando Alice, ancora una volta, si trovò pronta a raggiungere la vetta del piacere, Cedric si allontanò.

Lei provò a ribattere, offesa e piccata, ma il marito le posò un dito sulle labbra.

La guardò a lungo negli occhi, con il fiato corto e il petto che si alzava e abbassava al ritmo del suo respiro accelerato.

«Shhh» sussurrò, mentre scivolava lentamente sul suo corpo, per mettersi infine in ginocchio.

Le allargò le gambe con il viso, affondando la lingua dentro di lei.

Alice, sconfitta dal piacere, non si oppose. Con gli occhi ben chiusi, allacciò le gambe sopra la sua schiena e gli afferrò alcune ciocche di capelli.

Pochi attimi dopo, il piacere esplose feroce in lei, un’onda che dal ventre si propagò repentina al resto del corpo, per un tempo che le parve fin troppo lungo.

Quando tutto si placò, si meravigliò di essere ancora viva, mentre Cedric rientrava in lei, regalandole, con le sue spinte vigorose, un’altra potente ondata, che le fece quasi perdere i sensi.

Infine, lui grugnì, affondando con più vigore dentro di lei. E si lasciò andare, abbandonando il viso sul cuscino.

Alice lo tenne stretto a sé e lui, ansimando, preda ancora degli ultimi singulti del piacere, si accasciò sul suo corpo.

Restarono così per lunghi attimi, scanditi dal crepitio delle fiamme che ancora ardevano vivaci nel caminetto.